“Al lupo, al lupo!”. Uno storico numero del 1979 del Bollettino Panda del WWF è il nostro dono

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Con il numero 1 del gennaio 1979 del Bollettino Panda del WWF usciva questo Opuscolo “Al lupo, al lupo!“.

Un documento storico che riveste un valore unico per le tante informazioni scientifiche in esso contenute, per una conoscenza giusta e la più ampia possibile del lupo degli anni ’70 del passato secolo.

Scritto da Luigi Boitani assieme ad Alvaro Soccodato, con la redazione di Gianfranco Bologna, fù il frutto di un ampio lavoro di studi per tutto l’Appennino che il WWF commissionò nel 1972, e che vennero diretti da tre studiosi tra i più esperti di lupo in quel periodo: Luigi Boitani, Erik Zimen e David Mech.

Una necessità di diffondere conoscenza, prima di tutto alle popolazioni a diretto contatto con i residui areali di lupo di quel tempo (ne erano rimasti 10 isolati lungo l’Appennino centro-meridionale), perchè come scritto nell’introduzione “Solo conoscendo la verità sul lupo è possibile cancellare tutti quei giudizi ‘esasperati’ e ‘fantasiosi’, che troppo spesso abbiamo sentito raccontare a proposito di questo animale……“.

Un libretto del passato, che leggendolo ci fa scoprire un’importante e affascinante pagina di protezione della natura attraverso la tutela di una specie che era ad un soffio dall’estinzione: si stimarono 100 esemplari, nel 1975, con un errore di più o meno 30 individui, sparpagliati per mezzo Appennino e con i nuclei più grandi nell’area della Maiella-Parco d’Abruzzo (21-22 lupi) e nel massiccio della Sila (25-26 capi).

Pagine testimoni di un’azione di conservazione di successo, in queste righe sono condensate tante idee e suggerimenti che poi, negli anni avvenire, si sono trasformate in leggi e aree protette che son riuscite a trasformare diversi comportamenti e sentire comuni della società italiana.

Oggi, però, il lupo rivive anni di alta tensione, dove la sua massima espansione sul territorio nazionale ha portato con sè la complessa difficoltà della convivenza tra questa specie e l’uomo.

Così questo dono, che come un ponte ci connette ad un passato virtuoso, possa divenire una buona pratica d’esempio e sostegno per tutte le riflessioni ed i ragionamenti che gli attori coinvolti (stakeholders), impegnati nella ricerca di efficaci nuove soluzioni di gestione per la coabitazione tra noi ed il lupo, portano avanti da diversi anni.

Un libretto, insomma, in cui si ritrovano alcune osservazioni che potrebbero rappresentare la metafora che racchiude le due anime di questo trekking 2.0: la voglia enorme di camminare per scoprire a fondo se stessi e gli habitat dell’Appennino e dei suoi abitanti selvatici; una conoscenza più ampia e corretta del lupo per una saggia consapevolezza che possa sostenere un’equilibrata coabitazione e convivenza con noi esseri umani.

Questa la versione integrale dell’Opuscolo Al lupo al lupo WWF 1979.

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