Custodire          10a

BIOLOGIA

Riproduzione

 

Il periodo degli amori coincide con i mesi invernali. A differenza di quanto avviene nei cani, i lupi infatti si riproducono una sola volta all’anno. All’interno del branco si accoppiano solo il maschio e la femmina dominanti; questo meccanismo, insieme alla territorialità, contribuisce alla regolazione della popolazione di lupi, che deve essere adeguata alle risorse trofiche e spaziali presenti. La cucciolata, che nasce in primavera è composta da 2 a 6 cuccioli e tutto il branco collabora al suo allevamento. I giovani lupi nati negli anni precedenti aiutano infatti i genitori in questa mansione, rinforzando i legami familiari e facendo esperienza per quando diventeranno genitori essi stessi.
Nelle prime settimane di vita i cuccioli sono molto dipendenti dalla madre che li allatta e custodisce in una vera tana, spostandoli se necessario trasportandoli per la collottola. Quando sono più indipendenti i cuccioli risiedono in un’area più ampia, all’aperto, ma con vegetazione fitta e nascondigli, detta “rendez -vous” , il cuore del territorio del branco, dove i piccoli attendono il rientro degli adulti dalla caccia.
Dopo l’allattamento i cuccioli sono svezzati con il cibo che gli adulti rigurgitano a loro richiesta, quando i piccoli leccano loro con insistenza il muso, un comportamento tipico del lupo in questa fase. Nel periodo della socializzazione i cuccioli sono più curiosi e autonomi e aumentano le interazioni fra loro e con gli adulti, mimando per gioco quelle lotte e quegli inseguimenti che caratterizzeranno la loro vita futura.

 

 
 

STORIA

La protezione legale

In seguito alla crescente sensibilizzazione verso le tematiche ambientali e alle vere e proprie battaglie delle associazioni ambientaliste, la protezione del lupo divenne legge: nel 1971 con il decreto ministeriale Natali fu escluso dalle specie “nocive” e ne fu proibita la caccia, e nel 1976 il decreto Marcora ne decretò la protezione integrale.
Nel 1981 il nostro Paese ratificò la Convenzione di Berna (1979) che prevede la protezione speciale del lupo e ne proibisce la detenzione e il commercio.
Successivamente, con la “Legge in tutela della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” del 1992, il lupo fu confermato tra le specie particolarmente protette e vennero previste sanzioni penali per l’abbattimento.
L’Italia nello stesso anno ha inoltre ratificato la CITES, il trattato internazionale che protegge le specie in via d’estinzione soggette a commercio, e nel 1997 la direttiva europea “Habitat”, che tutela particolari ambienti e tutte le specie animali e vegetali che li abitano, compreso il lupo.
Sono quindi vietate non solo l’uccisione, ma anche la cattura, il trasporto, la detenzione e il disturbo degli esemplari, nonché il deterioramento dei siti riproduttivi.

 
 

CURIOSITA'

Il ruolo delle aree naturali protette

 

Le priorità di un’Area Naturale Protetta Nazionale sono quelle di mantenere, custodire e valorizzare il patrimonio naturale del Paese. Allargando l’orizzonte alla Terra, l’IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) ha come mission quella di persuadere, incoraggiare ed assistere le società di tutto il mondo nel conservare l'integrità e la diversità della natura. Questi alti obiettivi, espressi con parole bellissime, sono le motivazioni alla base dell’istituzione di Parchi e Riserve, e non possono e devono essere mai messi in discussione. Loro sono il nucleo imprescindibile di qualunque azione di tutela ambientale e, vale sottolinearlo, anche dell’Uomo.
Coniugare questa custodia e protezione, che spesso discende dalle autorità centrali, con la vita delle popolazioni locali è tra gli aspetti più delicati, da cui originano tante controversie. Così oggi le Aree Naturali Protette, per portare avanti le finalità istitutive con efficacia, è importante che ritrovino la loro autorevolezza, cambiando prospettiva.
Questo dovrà passare per la ricerca di nuove vie ed idee che portino a sperimentare e promuovere nuove pratiche, che trasformino i territori tutelati in dei veri e propri “laboratori di vita innnovativa”, dove l’utilizzo equo ed ecologicamente sostenibile delle risorse naturali sia espressione di armonia, gioia di vivere, serenità. Un passo decisivo dove tutela e conservazione e valorizzazione del territorio siano espressione di desiderabili stili di vita. Un equilibrio tra il Custodire ed il Progredire Civilmente, a beneficio della Natura e dell’Uomo.

 

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