Comunicazione       7a

BIOLOGIA

All'interno della specie

 

La socialità del lupo non potrebbe essere espressa senza la capacità di una complessa trasmissione di informazioni tra i vari individui, necessaria per tutte le attività che rientrano nel normale ciclo biologico della specie sia all’interno del branco come l’allevamento dei piccoli, la coesione del gruppo durante la caccia, la definizione dei ruoli, sia con altri conspecifici “estranei”, solitari o di branchi contigui, per manifestare la difesa del proprio territorio o la ricerca di un compagno.

La comunicazione con altri lupi, detta “intraspecifica”, avviene attraverso molti segnali che possono essere ricondotti, a seconda delle loro caratteristiche, a tre tipologie diverse: visiva, olfattiva e odorosa.
Fra i segnali di tipo visivo, che riconosciamo facilmente anche nei cani, ci sono ad esempio la posizione della coda, delle orecchie, della testa e la postura del corpo nel suo insieme: essi riguardano in genere il rango sociale e le emozioni. I segnali odorosi sono legati invece alla produzione di molecole chimiche da parte di ghiandole specifiche.
Ne è un esempio il secreto delle ghiandole perianali, che viene deposto insieme alle feci e contiene informazioni sull’individuo che lo ha prodotto, come il sesso, lo status sociale o lo stato riproduttivo.
Infine la comunicazione avviene anche tramite segnali acustici, di cui il più noto è l’ululato, ma sono presenti anche guaiti, uggiolii, abbai. Gli ululati in particolare possono raggiungere distanze di parecchie centinaia di metri, e possono avere più significati, come il ricongiungimento di vari lupi di un branco, la sua posizione e consistenza, la difesa del territorio.

 

 
 

STORIA

Il lupo fa notizia


Il lupo, predando il bestiame domestico, reca danno all’allevamento, ma suscita in generale un alto livello di conflitto sociale.
Secondo i dati del Ministero dell’Ambiente altri animali, ad esempio cinghiali e ghiri, provocano più danni economici, ma questi non scaldano gli animi né fanno altrettanto notizia; pro o contro il lupo ci si schiera a prescindere perché è un simbolo della Natura selvaggia che viene ad alterare gli equilibri umani, nel bene e nel male.
Quando lo Stato decise di proteggere il lupo, fu sotto la spinta solamente di una parte, seppur grande, della Società, magari più istruita ma cittadina; non vennero interpellati i “diretti interessati”, coloro che vivevano di zootecnia e che avrebbero risentito direttamente della presenza del predatore.
Questo non ha creato la premessa per una convivenza pacifica, e ora il conflitto è forte soprattutto nelle aree di nuova ricolonizzazione, dove si sono registrati gravi episodi di intolleranza verso il lupo: da esemplari uccisi a teste mozzate o cadaveri scuoiati esposti pubblicamente in segno di protesta contro Aree Protette, associazioni ambientaliste e il Ministero dell’Ambiente.

 
 

CURIOSITA'

Il ruolo dei media

 

Anche se la corretta informazione scientifica sarebbe accessibile al pubblico, spesso le informazioni riportate dai media sono distorte per diversi fini, diventando poco aderenti alla realtà.
Sembra che le notizie, più che a capire cosa succede realmente, siano utilizzate per suscitare emozioni forti e rinforzare posizioni ideologiche sia a favore che contro il lupo. Anche i termini stessi che vengono utilizzati in articoli, blog, petizioni influenzano la percezione dell’opinione pubblica:

il lupo fa “paura”, ė “assassino” da una parte, o ė “vittima da salvare” dall’altra.
Oppure i progetti di monitoraggio di popolazioni già presenti diventano di “ripopolamento”, suggerendo che gli esemplari vengano attivamente reimmessi in natura. Il rischio ė quello di infiammare il dibattito senza una base scientifica e razionale, nonché di creare nella società delle convinzioni errate che poi sono dure a morire.

 

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