Avviciniamoci        6a

 
 

BIOLOGIA

...socialità


Il lupo è prima di tutto un animale sociale, ovvero la sua esistenza è strettamente connessa alla capacità di interagire con i propri simili.


Il primo periodo della sua vita lo passa in solitaria alla ricerca di un partner e un territorio in cui stabilirsi, ma la maggior parte della sua esistenza si basa sulla vita di branco e della famiglia, all'interno della quale vige un ordine gerarchico.


La capacità di interagire tramite un'elevata socialità ha dato al lupo la possibilità di trasmettere alle nuove generazioni nozioni importanti acquisite con l'esperienza. Questo avviene ad esempio quando i lupi svezzano i cuccioli con i rigurgiti, trasmettendo loro l’interesse e la familiarità per un cibo o una preda piuttosto che un'altra, oppure quando modificano il loro modo di rapportarsi con altri animali, compreso l'uomo.


Inoltre le facoltà organizzative e intuitive del lupo gli conferiscono una migliore prestazione nella predazione e nelle interazioni con i conspecifici. Queste capacità sono importanti per la sopravvivenza non solo di ogni individuo ma, di riflesso, anche della specie stessa.

 
 

STORIA

La Ricerca oggi

 

Nel nostro Paese sono in atto o da poco terminati diversi progetti che mirano allo studio sia del lupo, sia delle problematiche relative alla convivenza con l’uomo, con lo scopo di trovare delle soluzioni.


Tra questi, il Life Wolfnet nel Parco della Majella (Abruzzo) partendo dall’analisi delle minacce per il lupo si prefigge di sviluppare un modello integrato condiviso fra enti, associazioni e popolazione locale che garantisca la sopravvivenza della specie diminuendone la mortalità causata dall’uomo, affrontando varie problematiche come il conflitto fra lupo e zootecnia, e monitorando i lupi con collari satellitari.


Il Life Medwolf realizzato nella Provincia Grosseto ha invece lo scopo di mitigare l’impatto del predatore sulla zootecnia, e di creare una rete di associazioni di vario genere, dagli allevatori agli ambientalisti, per far emergere idee e trovare soluzioni che possano essere condivise da tutti. Nell’ambito di questo progetto agli allevatori vengono donati cani da guardiania e fornito supporto per la loro gestione.

Il Life Wolfalps sulle Alpi, zona di recente ricolonizzazione del lupo e pertanto teatro di conflitto, è finalizzato a condividere il più possibile le informazioni raccolte dai ricercatori, per svolgere azioni coordinate in merito ai diversi aspetti della gestione, dal monitoraggio della popolazione alla mitigazione dei danni al bestiame, dalla lotta al bracconaggio al controllo del randagismo per prevenire l’ibridazione.


Il Life MircoLupo sull’Appennino Tosco-Emiliano si occupa prevalentemente di ibridazione, svolgendo analisi genetiche e non, per cercare di stabilire la percentuale di ibridi all’interno della popolazione lupina.


Una delle innovative azioni svolte è la cattura, sterilizzazione e rilascio degli individui ibridi: questo consente di non eliminare l’individuo dal branco, cosa che provocherebbe degli squilibri, ma allo stesso tempo ferma la propagazione dei geni canini tra i lupi e consente all’ibrido di vivere comunque in libertà, non catturato e costretto in gabbia a vita, risparmiando anche sui costi onerosi del mantenimento in cattività. Gli esemplari rilasciati con il collare satellitare forniscono inoltre molte informazioni sul comportamento degli ibridi, che sembrerebbe non dissimile o meno elusivo di quello dei lupi.

 

 
 

CURIOSITA'

Separati in casa


Le più aggiornate carte di distribuzione del Lupo nell'Italia peninsulare e in quella orograficamente connessa al continente lo danno in gran "rispolvero" ormai da due lustri, con una presenza stimata che va oltre le più rosee aspettative ed un trend, sull'arco alpino, in continua e costante occupazione di nuovi areali. Lo certifica l'ISPRA, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, con un 23% di territorio nazionale dove è presente.


Questo successo di conservazione è dovuto certamente alla grande capacità adattativa che è insita nella specie stessa, ma si deve sottolineare che parallelamente in questi stessi decenni, la popolazione ha via via abbandonato le Aree Interne per andare a vivere e lavorare nei medi e grandi centri urbani. Lasciando borghi, montagne, valli e grandi territori dell'Appennino completamente privi della presenza umana, un paesaggio che ritornando "naturale"

torna ad essere l'habitat d'elezione per il Lupo e l'altra fauna selvatica.


.

 
 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi